{"id":91,"date":"2024-11-27T23:40:04","date_gmt":"2024-11-27T22:40:04","guid":{"rendered":"https:\/\/econess.org\/?p=91"},"modified":"2024-11-28T08:08:18","modified_gmt":"2024-11-28T07:08:18","slug":"microplastiche-linquinamento-invisibile-che-minaccia-i-mari-e-la-nostra-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/econess.it\/index.php\/2024\/11\/27\/microplastiche-linquinamento-invisibile-che-minaccia-i-mari-e-la-nostra-salute\/","title":{"rendered":"Microplastiche: l&#8217;Inquinamento invisibile"},"content":{"rendered":"<div class=\"likebtn_container\" style=\"\"><!-- LikeBtn.com BEGIN --><span class=\"likebtn-wrapper\"  data-identifier=\"post_91\"  data-site_id=\"692089e9943ec99e0e4f0a0f\"  data-lang=\"it\"  data-dislike_enabled=\"false\"  data-icon_dislike_show=\"false\"  data-style=\"\"  data-unlike_allowed=\"\"  data-show_copyright=\"\"  data-item_url=\"https:\/\/econess.it\/index.php\/2024\/11\/27\/microplastiche-linquinamento-invisibile-che-minaccia-i-mari-e-la-nostra-salute\/\"  data-item_title=\"Microplastiche: l&#039;Inquinamento invisibile\"  data-item_image=\"https:\/\/econess.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image-2.png\"  data-item_date=\"2024-11-27T23:40:04+01:00\"  data-engine=\"WordPress\"  data-plugin_v=\"2.6.58\"  data-prx=\"https:\/\/econess.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?action=likebtn_prx\"  data-event_handler=\"likebtn_eh\" ><\/span><!-- LikeBtn.com END --><\/div>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le <strong>microplastiche<\/strong> sono frammenti di plastica di dimensioni estremamente ridotte, solitamente inferiori ai 5 millimetri, che contaminano ormai quasi tutti gli ecosistemi acquatici. Questo tipo di inquinamento rappresenta una delle pi\u00f9 gravi minacce per la salute degli oceani, della fauna marina e, indirettamente, anche dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando mangiamo pesci, molluschi e crostacei contaminati, anche noi rischiamo di ingerire queste microplastiche e le tossine che vi si sono collegate. Anche se la quantit\u00e0 di microplastiche ingerita \u00e8 minima, l\u2019esposizione prolungata pu\u00f2 avere effetti nocivi sulla salute umana, tra cui potenziali rischi per il sistema endocrino, il sistema immunitario e possibili effetti cancerogeni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le Principali Fonti di Microplastiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le microplastiche provengono da diverse fonti e sono presenti in molti oggetti di uso comune, spesso in modo inaspettato. Le principali fonti di microplastiche si dividono in due categorie: <strong>microplastiche primarie<\/strong>, gi\u00e0 prodotte in dimensioni microscopiche, e <strong>microplastiche secondarie<\/strong>, che derivano dalla frammentazione di oggetti di plastica pi\u00f9 grandi. Vediamo pi\u00f9 nel dettaglio le principali fonti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. Abbigliamento sintetico<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I tessuti sintetici, come il poliestere, il nylon, l\u2019acrilico e l\u2019elastan, rilasciano microfibre durante ogni lavaggio. Queste microfibre, essendo di plastica, sono considerate microplastiche primarie. Poich\u00e9 gli impianti di trattamento delle acque non sono sempre in grado di filtrare le particelle cos\u00ec piccole, una parte significativa delle microfibre rilasciate dai nostri vestiti finisce nei mari e negli oceani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2. Mozziconi di sigarette<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I filtri delle sigarette sono fatti di acetato di cellulosa, una plastica che impiega molti anni per degradarsi. Ogni volta che un mozzicone di sigaretta viene gettato nell&#8217;ambiente, libera microplastiche che si disperdono facilmente nell\u2019acqua e nel terreno. I mozziconi sono tra i rifiuti plastici pi\u00f9 comuni e una fonte significativa di microplastiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3. Prodotti cosmetici e di cura personale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni cosmetici, come scrub per il viso, dentifrici e gel doccia, contengono microperline, piccole particelle di plastica aggiunte per ottenere un effetto esfoliante. Anche se molti paesi hanno iniziato a vietarne l&#8217;uso, questi prodotti rimangono ancora in commercio in alcune aree. Le microperline, essendo piccolissime, sfuggono facilmente ai sistemi di filtraggio e finiscono nei corsi d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4. Pneumatici<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli pneumatici dei veicoli sono realizzati con una miscela di gomma e plastica. Con l\u2019usura dovuta all\u2019attrito sulla strada, rilasciano piccolissime particelle di plastica, che vengono poi trasportate nell&#8217;ambiente. La polvere di pneumatici \u00e8 una delle fonti pi\u00f9 consistenti di microplastiche nelle citt\u00e0 e sulle strade.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">5. Vernici<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le vernici, usate per rivestimenti stradali, edifici, navi e altri oggetti, contengono microparticelle plastiche. Col tempo, queste vernici si sfaldano e rilasciano minuscole particelle che finiscono nell&#8217;aria e nell&#8217;acqua. Le vernici utilizzate sulle imbarcazioni, in particolare, contribuiscono direttamente alla dispersione delle microplastiche in mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">6. Imballaggi e oggetti in plastica monouso<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggetti come bottiglie, sacchetti e contenitori di plastica si degradano lentamente nell\u2019ambiente, frammentandosi in microplastiche. Anche gli imballaggi alimentari e le pellicole in plastica, che sono ampiamente usati e spesso dispersi nell\u2019ambiente, costituiscono una fonte significativa di microplastiche secondarie quando si rompono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">7. Attrezzature per la pesca e sport acquatici<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">hanno un impatto considerevole anche le attivit\u00e0 in mare come pesca intensiva, acquacoltura e navigazione, che provocano la dispersione in acqua di nasse, reti e cassette per il trasporto del pesce. Con l\u2019esposizione al sole e alle onde, si degradano in microplastiche che entrano direttamente negli ecosistemi marini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Impatto sulle specie marine e sulla catena alimentare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le microplastiche sono facilmente ingerite dagli organismi marini che spesso scambiano queste particelle per cibo, ingerendole inconsapevolmente. Questo causa loro vari problemi di salute: le microplastiche possono ostruire il tratto digerente, provocare lesioni interne e influenzare negativamente la riproduzione e la crescita, oppure possono causare la morte da soffocamento per l&#8217;ingerimento di frammenti di plastica scambiati per pesci. Inoltre, le microplastiche trasportano altre sostanze chimiche tossiche, come pesticidi e metalli pesanti, che penetrano nei tessuti degli organismi marini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 inevitabile che queste sostanze entrino nel nostro organismo tramite l&#8217;ingestione di cibo e acqua o l&#8217;inspirazione dall&#8217;aria.<br>Un recente studio condotto dalla <strong>Vrije Universiteit Amsterdam<\/strong> e pubblicato su <em>Environment International<\/em> ha rilevato per la prima volta la presenza di microplastiche nel sangue umano. Analizzando campioni prelevati da 22 adulti sani, i ricercatori hanno trovato tracce di plastica in 17 di loro. Le tipologie di microplastiche pi\u00f9 comuni erano PET (nelle bottiglie), polistirene (imballaggi alimentari) e polietilene (buste di plastica).<br>Tuttavia, le conseguenze sulla salute sono ancora poco conosciute, anche se esperimenti di laboratorio dimostrano che le microplastiche possono danneggiare le cellule umane. Il problema \u00e8 aggravato dall&#8217;aumento della produzione di plastica, prevista per raddoppiare entro il 2040.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"834\" height=\"556\" src=\"https:\/\/econess.org\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image-3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-95\" style=\"width:840px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/econess.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image-3.png 834w, https:\/\/econess.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image-3-300x200.png 300w, https:\/\/econess.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image-3-768x512.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 834px) 100vw, 834px\" \/><\/figure>\n<div class=\"likebtn_container\" style=\"\"><!-- LikeBtn.com BEGIN --><span class=\"likebtn-wrapper\"  data-identifier=\"post_91\"  data-site_id=\"692089e9943ec99e0e4f0a0f\"  data-lang=\"it\"  data-dislike_enabled=\"false\"  data-icon_dislike_show=\"false\"  data-style=\"\"  data-unlike_allowed=\"\"  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